Attenzione a pubblicare Foto e video, finiscono nelle mani sbagliate. Intervista a Repubblica

“Gruppi come questo potrebbero essere il veicolo principale del cosiddetto revenge porn, cioè la diffusione di immagini di ex partner realizzate in momenti intimi o frutto di sexting”, commenta l’avvocato Fulvio Sarzana. “È uno dei fenomeni più gravi di questi anni: le conseguenze possono essere tragiche, come peraltro dimostra il caso italiano di Tiziana“. Ma cosa rischia nel nostro paese chi pubblica queste foto senza consenso? “L’articolo 167 del codice della privacy prevede la reclusione da uno a sei mesi. Purtroppo, però, il nostro ordinamento non è pronto ad applicare in maniera severa le norme che ci sono a protezione di chi è ritratto in video o foto. Mentre difficilmente si responsabilizzano le piattaforme che veicolano questi contenuti”.  Insomma: c’è ancora molto lavoro da fare.

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