Contenuti per adulti online: cosa dice la legge italiana

Contenuti per adulti online: cosa dice la legge italiana

L’avvocato Fulvio Sarzana, dello studio legale Sarzana e Associati  stato recentemente interpellato da Agenda Digitale per fare chiarezza sul quadro normativo che regola le piattaforme di contenuti per adulti e il lavoro sessuale digitale.

Quando scatta il reato

In Italia la vendita di prestazioni sessuali online non è di per sé un reato, ma lo è il suo sfruttamento. La Legge Merlin (L. 75/1958) si applica anche al digitale: sono punibili gestori di siti, intermediari e chiunque lucri sulle prestazioni altrui. La giurisprudenza ha inoltre chiarito che le attività legate alle webcam erotiche non rientrano automaticamente nella fattispecie dello sfruttamento, così come i semplici annunci pubblicati su una bacheca online.

Il confine tra lecito e illecito nei contenuti digitali

La legge non punisce i contenuti in sé, ma comportamenti specifici: l’adescamento di minori online (art. 609-undecies c.p.), qualsiasi contenuto che coinvolga persone sotto i 18 anni, la diffusione di immagini intime senza consenso e il ricatto sessuale, quest’ultimo reato anche quando riguarda maggiorenni.

Obblighi delle piattaforme

Le piattaforme di contenuti per adulti sono soggette a obblighi amministrativi precisi: la verifica dell’età degli utenti, rafforzata dal Decreto Caivano, e le regole pubblicitarie stabilite dall’Agcom per gli influencer.

L’intervento completo dell’avvocato Sarzana è disponibile su Agenda Digitale.

 

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