Reati informatici ed intelligenza artificiale
Intervista a Repubblica.it , sulle nuove forme di manipolazione di immagini e video in rete e sulle nuove norme, al giurista Fulvio Sarzana: “il reato è nel nuovo art 612 quater del codice penale, come introdotto dalla nuova legge italiana 132/2025 sull’intelligenza artificiale, che è entrata in vigore il 10 ottobre 2025”.,
La pena prevista arriva fino a cinque anni di reclusione. Accanto a questo, il reato che scatta più spesso è la diffamazione aggravata tramite internet o strumenti di messaggistica e qui la pena è da sei mesi a tre ann
L’intervista spazia dai reati informatici “classici” alle nuove forme di criminalità adottata attraverso l’Intelligenza artificiale, sino alle tutele previste davanti al Garante della Privacy in materia di protezione dei dati personali.
Poi ci sono le tutele privacy. “Il Garante Italiano – spiega Sarzana – è già competente dal 2017 a gestire le segnalazioni per cyberbullismo, intese come qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno o più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso, o la loro messa in ridicolo”.
Per far questo il minore che abbia compiuto 14 anni, o il genitore, in caso non li abbia compiuti, ha facoltà di inviare un reclamo al Garante per la protezione dei dati personali, il quale, entro quarantotto ore dal ricevimento della richiesta, provvede.
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