I reati on line e le piattaforme

I reati on line e le piattaforme

Intervista agli avvocati di Roma dello Studio Sarzana e Associati, su Agenda digitale.

Utile rivolgersi al Garante privacy per richiedere la rimozione del contenuto lesivo della propria dignità: “La persona ha facoltà di rivolgersi al Garante privacy e all’autorità giudiziaria. Il Garante privacy non può disporre l’inibizione all’accesso a diversi siti per violazione sulla normativa della data protection, ma può disporre la rimozione dei contenuti – spiega l’avvocato Fulvio Sarzana -. Questa impossibilità di inibire l’accesso ai siti è causa di un acceso dibattito in corso da anni”. Da una parte colmare questo buco normativo permetterebbe di agire in modo rapido e chiudere siti con contenuti sospetti, d’altro lato “avrebbe possibili impatti sulla libertà d’espressione, per esempio nel caso di siti di politica”, commenta l’avvocato,

Nel caso i server della piattaforma siano nella Ue, “la Corte di giustizia europea ha stabilito in una sentenza del 2021 che quando si lede personalità online se la persona è identificabile ha diritto di rivolgersi al giudice del proprio Paese”, spiega Sarzana. Dunque non è vero pensare che siccome i server di un forum che ospita foto e commenti ipoteticamente diffamatori siano all’estero non si possa far niente. La legge tutela il cittadino anche in questi casi.

Gli strumenti a disposizione delle autorità sono cambiati: “Oggi il DSA introduce nuove tutele e obbliga alla rimozione dei contenuti illegali di qualsiasi natura. Il gestore del sito ha la responsabilità di controllare che non si svolgano sulla piattaforma attività illecite e nel caso bloccarle”, spiega Sarzana.

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