Il Governo non proroga le norme sulla conservazione dei dati telefonici e telematici. Che succede ora?

Il Sole 24ore, 4 luglio. Il Governo non proroga le norme scadute il 30 giugno sulla conservazione dei dati telefonici e telematici. Che succede ora?

 

Con buona pace delle inchieste sui reati più gravi, dal terrorismo alla mafia come detto, che il decreto legge del 2015 intendeva invece tutelare (si veda l’altro articolo in pagina). Sul punto, dal ministero della Giustizia smorzano qualsiasi allarmismo e fanno sapere che le regole e i termini sono quelli in vigore, dunque senza l’obbligo di conservazione generalizzato. A deroghe, ribadiscono da Via Arenula, ci si penserà eventualmente qualora dovessero giungere allarmi dalle procure, che però al momento – sottolineano – non sono stati registrati.

Quella dei dati chiesti sistematicamente dagli inquirenti e dagli organi di polizia giudiziaria è «una messe imponente» spiega l’avvocato Fulvio Sarzana, legale rappresentante di Assoprovider: «Per poter conservare tutte queste informazioni – sottolinea – i fornitori dei servizi di comunicazione elettronica devono spendere cifre considerevoli». Va peraltro ricordato che molte comunicazioni solo apparentemente sono telefoniche, ma servizi voce come Voip generano di fatto traffico telematico.

Vedremo, in ogni caso, come si comporteranno le aziende del settore e se e come il legislatore intende risolvere la questione.

Vero è che, nonostante i vincoli europei (si ricorda che i giudici di Lussemburgo hanno bocciato la data-retention indiscriminata, cioè senza limiti) l’ondata di terrorismo di matrice islamica che sta investendo il Vecchio continente ha imposto agli stati membri di adottare misure emergenziali che derogano, senza andare troppo per il sottile, alle regole. La Francia, ad esempio, ha ampiamente superato i vincoli delle regole comunitarie con la nuova normativa antiterrorismo che impone la conservazione di tutti i dati di traffico telefonico e telematico.

 

Ora, superata la scadenza del 30 giugno senza che il legislatore sia intervenuto, tornano ad applicarsi le regole base, quelle cioè previste dal codice della privacy per cui i dati del traffico telefonico devono essere conservati per 24 mesi dalla comunicazione e quelli telematici per 12 mesi. Ciò vuol dire che, oggi, i gestori telefonici devono tenere solo le informazioni relative alle comunicazioni effettuate da due anni a questa parte (cioè, dal 3 luglio 2015 fino a oggi), mentre gli operatori internet devono conservare i dati relativi agli accessi dell’ultimo anno (vale a dire dal 3 luglio 2016 a oggi). Di conseguenza, tutti i dati precedenti, possono (devono?) essere distrutti da chi li detiene.

http://mobile.ilsole24ore.com/solemobile/main/art/norme-e-tributi/2017-07-04/vecchi-dati-telefonici-distruggere–100945.shtml?uuid=AE0N8VqB

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