Il Decreto di attuazione del regolamento Privacy #GDPR: sconfessati i principi della prima bozza.

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ha inviato alla ragioneria generale dello Stato il Decreto di adeguamento al Regolamento Europeo sulla privacy (GDPR),  in una bozza molto diversa da quella originariamente presentata. si attendono ora i necessari passi successivi.

Prima di commentare brevemente le nuove disposizioni una avvertenza: le bozze circolate in queste ore sono incomplete e non tengono conto delle modifiche apportate, soprattutto dal punto di vista economico, all’ultimo, ai fini della bollinatura da parte della Ragioneria dello Stato.

In generale la bozza di decreto appare profondamente rimaneggiata e “sconfessa” di fatto i due principi cardine seguiti in origine dal legislatore.

La prima differenza risiede nella scelta di non abrogare totalmente il decreto legislativo 196 del 2003, altrimenti noto come il codice privacy, che era stato alla base della scelta iniziale del legislatore, ma di armonizzare le norme italiane con il contenuto del GDPR, procedendo ad una abrogazione selettiva.

Appare qui evidente la preoccupazione del Governo Italiano di non collocarsi al di fuori della delega ricevuta per il decreto di adeguamento

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