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come tutelare il Diritto all’oblio e cancellare contenuti.

L’avvocato Fulvio Sarzana di S.Ippolito, dello Studio legale di Roma, Sarzana e Associati, spiega  come scrivere una corretta diffida per cancellare contenuti.

E’ necessario specificare nella diffida che “I dati personali di cui alla predetta vicenda vengono tutt’ora indicizzati dai motori di ricerca  nonostante il notevole lasso di tempo trascorso Di conseguenza il   Sig                  ha diritto a vedersi riconosciuto il c.d. diritto all’oblio , “e cioè a che non vengano ulteriormente divulgate notizie che per il trascorrere del tempo risultino ormai dimenticate o ignote alla generalità dei consociati”.

In particolare  l’interessato ha il diritto di ottenere dal titolare del trattamento la cancellazione dei dati personali che lo riguardano senza ingiustificato ritardo e il titolare del trattamento ha l’obbligo di cancellare senza ingiustificato ritardo i dati personali, quando a) i dati personali non sono più necessari rispetto alle finalità per le quali sono stati raccolti o altrimenti trattati.

per poter far valere il diritto all’oblìo è però necessario consocere le relative norme e adottare gli accorgimenti legali necessari per ottenere la cancellazione dei contenuti.

la strategia di tutela prevede un insieme di attività che non si risolvono solamente in una lettera o in un itervento informatico, e bisogna stare attenti a colro che promettono risultati miracolosi.

I risultati della cancellazione si ottengono dopo aver attentamente studiato le fonti lesive ed aver ipotizzato forme di intervento personalizzate sulla singola fonte.

Solo così si ottengono i risultati della cancellazione totale dei link diffamatori o lesivi della reputazione.

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come tutelare il Diritto all’oblio e cancellare contenuti

Se si continuasse a lasciare in rete tale contenuti si otterrebbe un’illecita lesione del diritto alla riservatezza, mancando la concreta proporzionalità tra la causa di giustificazione (il diritto di informare) e la lesione del diritto antagonista, ovvero il diritto all’oblìo.

 

 

 

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