La Strategia nazionale per la Blockchain e i registri distribuiti

 

La Strategia nazionale per la Blockchain e i registri distribuiti a cui ha partecipato anche in qualità di esperto l’Avv. Prof. Fulvio Sarzana di S.Ippolito, dello Studio legale Sarzana e Associati di Roma è stata pubblicata.

Il progetto di  Strategia nazionale in materia di Blockchain e registri distribuiti, redatto con l’ausilio dei 30 esperti indicati dal Ministero per lo sviluppo economico, è stato pubblicato.

Il documento di sintesi sulla “Strategia italiana per la Blockchain e i registri distribuiti”, è stato quindi messo in consultazione  oggi.

La sintesi per la consultazione pubblica della Strategia nazionale in materia di tecnologie basate su registri condivisi e Blockchain è composta da un capitolo iniziale (Visione ed obiettivi) e da un capitolo che espone le raccomandazioni proposte dagli esperti.

Durante il periodo di consultazione pubblica (18 giugno – 20 luglio 2020) potranno essere inviate osservazioni al fine di raccogliere suggerimenti o ulteriori elementi utili per un affinamento della strategia.

Al termine della consultazione, il 20 luglio 2020, le osservazioni provenienti dagli stakeholder e dai soggetti interessati saranno valutate dagli esperti per l’elaborazione della proposta finale della strategia.

La Strategia nazionale per la Blockchain e i registri distribuiti

Le tecnologie basate sui registri distribuiti e in particolare la Blockchain vivono una fase di continua evoluzione tecnologica, applicativa e regolamentare, con un’espansione dei possibili settori di applicazione di queste tecnologie che è coincisa con un incremento di sperimentazioni, progetti e iniziative sia nel settore privato che in quello pubblico.

La blockchain può contribuire a migliorare diversi sistemi produttivi e ad incentivare anche una vera e propria rivoluzione nei sistemi digitali delle pubbliche amministrazioni, come ha sempre sostenuto  qualità di esperto l’Avv. Prof. Fulvio Sarzana di S.Ippolito, dello Studio legale Sarzana e Associati di Roma.

L’Unione Europea ha avuto già modo di occuparsi del tema in diversi atti.

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