Libertà d’espressione sul web e #AGCOM. Tutti i contenuti legali cancellati sino ad oggi.

ilfatto

 

Tra i testi inaccessibili per i cittadini italiani, su altri siti inibiti dall’Agcom, vi sono anche lo studio del docente dell’Università di Padova sull’effettività delle procedure Agcom, e anche – bontà dell’Autorità – l’ebook scritto a quattro mani da me e Bruno Saetta, sui costi e l’efficacia della macchina burocratica dedicata a svolgere queste attività.

Si tratta di testi rilasciati in creative commons, ovvero nella modalità destinata espressamente alla circolazione libera e gratuita. Sono in altre parole contenuti del tutto legali, che rispettano tutti i diritti d’autore. Dunque il sottoscritto, fra gli altri, come autore, e la collettività si vedono privare dall’Autorità del diritto di far circolare liberamente le proprie opere e di potersi informare in maniera indipendente, limitando gravemente il diritto alla libera manifestazione del pensiero ed il pluralismo informativo.

Tutto ciò, senza potersi difendere, perché l’Agcom non informa né coinvolge i titolari dei diritti di altre opere presenti sul portale, che avrebbero tutto l’interesse invece a far circolare le proprie opere.

E’ stato consentito in altre parole ad Agcom di poter oscurare siti senza le necessarie garanzie giurisdizionali comprimendo le libertà di cui all’art. 21 Cost., con il rischio di offrire ad una Autorità amministrativa la potestà di selezionare i contenuti diffusi in rete e di creare un filtro preventivo generalizzato che lede il pluralismo informativo e la libertà di informazione.

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