Software microsoft tribunale di roma

Software microsoft tribunale di roma

Non basta detenere software pirata per essere condannati per violazione del copyright. Bisogna provare anche il loro effettivo utilizzo o copia da parte dell’imputato. Sono queste le motivazioni, appena uscite, di una sentenza sui generis con cui il Tribunale di Roma (V sezione) ha assolto, a novembre, un imprenditore italiano. Nella sua azienda la Guardia di Finanza aveva trovato 270 software privi di licenza, distribuiti su 103 computer. C’erano prodotti Microsoft, Symantec, Adobe e persino un ampio armamentario di file crack presenti su un server usato da circa 300 persone, per aggirare le protezioni di quei software. «E’ una grave sconfitta per Microsoft e della Business Software Alliance Bsa (associazione che riunisce le multinazionali del software). Questa sentenza, per le sue motivazioni, renderà più difficile la lotta alla pirateria», commenta Fulvio Sarzana, avvocato esperto di diritto delle nuove tecnologie e difensore dell’imprenditore. «La sentenza esonera di conseguenza il mio assistito dal pagare la multa di 284 mila euro applicata dalla Guardia di Finanza», continua Sarzana.

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