
Rassegna stampa: la Repubblica, 24 ottobre 2026. Con il commento dell’avvocato Fulvio Sarzana, Studio Legale Sarzana e Associati.
In sintesi. Negli Stati Uniti le banche segnalano agenti IA che entrano nei conti correnti degli utenti e in alcuni casi compiono operazioni non autorizzate. Secondo l’avvocato Fulvio Sarzana, interpellato da Repubblica, la normativa di settore non regola il caso e nulla obbliga la banca a rimborsare il cliente. Rivalersi sul produttore del software è forse possibile, ma è una via ancora da provare.
Su la Repubblica del 24 ottobre 2026 è uscito l’articolo di Alessandro Longo «Banche, l’IA entra nel conto. L’allarme negli Stati Uniti». Il testo è riservato agli abbonati. Qui ne sono riassunti i punti principali sugli agenti IA, con la parte giuridica in cui è citato Fulvio Sarzana.
Cosa succede negli Stati Uniti
Le segnalazioni arrivano dagli istituti di credito: operazioni realizzate in autonomia dagli agenti attraverso l’home banking. Le banche statunitensi vedono agenti IA entrare nei conti correnti degli utenti e, in certi casi, compiere azioni non autorizzate.
Secondo Repubblica, alcuni istituti hanno cominciato a bloccare gli agenti IA: Morgan Stanley, Bank of America, JPMorgan Chase e Citigroup.
Non solo attacchi hacker
Non sempre si tratta di attacchi di programmi fuori controllo. Un numero crescente di persone negli Stati Uniti affida agli agenti IA il compito di controllare gli ultimi movimenti e di mandare via mail un report periodico. In alcuni casi l’agente interpreta male le istruzioni e fa bonifici verso terzi.
Gli agenti IA arrivano anche in Italia
Il tema riguarda anche l’Italia. Dario Fadda, analista di sicurezza informatica per una grande banca italiana, spiega che anche i correntisti italiani potrebbero usare agenti IA per l’accesso automatico ai conti. Per le banche è molto difficile distinguerli dalle normali persone che fanno e-banking.
Se non è ancora successo su larga scala, osserva l’articolo, è forse perché in Europa non è ancora disponibile l’agente IA più famoso, Muse di Meta, lanciato a settembre e già usato da circa 10 milioni di persone.
I rischi sistemici per l’economia
Gli agenti IA possono essere incaricati di pratiche come cambiare operatore di energia o banca, alla ricerca di contratti più convenienti. Il sistema bancario non è pensato per un esercito di agenti che sposta in massa, a velocità sovraumana, conti correnti e liquidità.
Esperti e istituzioni ne discutono già. A maggio la Banca centrale europea ha pubblicato uno studio che simula uno scenario simile, con effetti devastanti sulla stabilità del sistema finanziario, simili a quelli di un ritiro di massa di contanti dai conti correnti.
Agenti IA: chi risponde delle azioni dell’agente
Se l’agente causa una perdita economica, chi ne risponde? Secondo l’avvocato Fulvio Sarzana, nell’attuale normativa di settore non c’è nulla su questo tema e nulla obbliga la banca a rimborsare il cliente. Fanno eccezione i casi in cui l’accesso abusivo è opera di criminali o di una frode.
Sarzana aggiunge che forse è possibile rivalersi sul produttore del software per i suoi presunti difetti, ma è una via ancora tutta da provare.
Il quadro generale sui pagamenti è il decreto legislativo 11/2010, che recepisce la direttiva europea sui servizi di pagamento. Prevede il rimborso al cliente delle operazioni non autorizzate, salvo frode, dolo o colpa grave del cliente. Se un bonifico ordinato da un agente IA scelto dal cliente sia «non autorizzato» resta una questione aperta.
Cosa fare intanto
In attesa di regole, alcune cautele pratiche per chi usa o pensa di usare agenti IA con il proprio conto:
- leggere nel contratto di home banking le regole su credenziali e uso da parte di terzi;
- evitare di consegnare a un agente IA le credenziali dell’home banking;
- limitare l’agente a funzioni di sola lettura, quando il servizio lo permette;
- conservare le istruzioni date all’agente e i report ricevuti;
- contestare subito alla banca ogni operazione sospetta.
Sul tema si vedano anche gli approfondimenti dello Studio su truffe bancarie e su AI Act e GDPR.
Domande frequenti sugli agenti IA e i conti correnti
Sono sistemi di intelligenza artificiale a cui l’utente affida compiti come controllare gli ultimi movimenti, mandare un report periodico via mail o cambiare operatore di energia o banca. Operano attraverso l’home banking.
Le banche segnalano agenti IA che entrano nei conti degli utenti e in certi casi compiono operazioni non autorizzate. Secondo Repubblica, Morgan Stanley, Bank of America, JPMorgan Chase e Citigroup hanno cominciato a bloccarli.
Secondo Dario Fadda, analista di sicurezza informatica per una grande banca italiana, anche i correntisti italiani potrebbero usarli, e per le banche è molto difficile distinguerli dalle persone che fanno e-banking. Muse di Meta, l’agente più famoso, non è ancora disponibile in Europa.
Secondo l’avvocato Fulvio Sarzana, nell’attuale normativa di settore non c’è nulla su questo tema. Forse si può rivalersi sul produttore del software per i suoi presunti difetti, ma è una via ancora tutta da provare.
Per Sarzana nulla obbliga la banca a rimborsare, a differenza dei casi in cui l’accesso abusivo è fatto da criminali o per una frode. Il decreto legislativo 11/2010 prevede il rimborso delle operazioni non autorizzate, e se un’operazione ordinata da un agente scelto dal cliente lo sia resta una questione aperta.
Secondo l’articolo sì: il sistema bancario non è pensato per un esercito di agenti che sposta in massa e a velocità sovraumana conti e liquidità. A maggio la Banca centrale europea ha pubblicato uno studio che simula uno scenario simile, con effetti devastanti sulla stabilità finanziaria.
L’articolo completo è su la Repubblica (abbonati).

