
di Fulvio Sarzana di S. Ippolito, Avvocato, Studio Legale Sarzana e Associati
Su Agenda Digitale è uscito un articolo di Fulvio Sarzana sulla gara 26 GHz. Il pezzo è una guida operativa per le aziende di telecomunicazioni che valutano se partecipare. Il 26 agosto 2026 il Ministero ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il bando per la banda 24,25-26,5 GHz. Le domande di partecipazione si presentano entro il 25 settembre 2026. Resta quindi meno di un mese per decidere se concorrere, con chi e per quali lotti.
Cosa mette in palio la gara 26 GHz
La banda vale 2,25 GHz complessivi, divisi in sette blocchi da 200 MHz. La struttura prevede fino a 5 lotti nazionali e fino a 42 lotti regionali, distribuiti su 19 regioni e le due province autonome. I diritti d’uso decorrono dal 1° gennaio 2029, durano 15 anni, sono prorogabili di altri 5 e rinnovabili una sola volta per un massimo di 10 anni.
Il disciplinare consente anche un accesso anticipato alla banda per i sistemi a banda ultralarga, prima della data formale di decorrenza. È un punto da verificare caso per caso con i propri consulenti tecnici, perché può cambiare i piani di investimento.
Chi può partecipare e con quali vincoli
Metà dei lotti è riservata agli operatori WLL incumbent, cioè ai titolari di diritti d’uso già in essere al 31 dicembre 2022. La riserva copre i lotti nazionali L3 e L4 e i lotti regionali L1.1-L1.21. Per queste aziende la priorità è verificare subito la posizione di incumbent e la coerenza documentale dei titoli esistenti. Il disciplinare introduce infatti controlli sulle catene di controllo societario, per impedire che le riserve finiscano a soggetti collegati ai titolari uscenti.
Sui lotti restanti incumbent e nuovi entranti competono insieme. Chi entra per la prima volta in questo segmento deve mettere in conto tempi di due diligence più lunghi: verifica dei requisiti di ammissione, predisposizione delle garanzie finanziarie, valutazione della copertura tecnica richiesta.
Le scadenze della gara 26 GHz
Tre date scandiscono la procedura. Il 25 settembre 2026 è il termine per la domanda di partecipazione. Entro fine 2026 è attesa l’aggiudicazione. Il 1° gennaio 2029 decorrono i diritti assegnati.
Tra l’aggiudicazione e l’avvio operativo passano circa due anni. Le aziende dovrebbero usare questo intervallo per pianificare gli investimenti di rete. Il disciplinare impone di installare la rete entro 36 mesi dalla disponibilità delle frequenze e di attivare il servizio commerciale in tutte le province dell’area assegnata.
Come preparare la partecipazione alla gara 26 GHz
L’articolo indica tre passi concreti per le prossime settimane.
- Mappare i lotti di interesse, nazionali o regionali, incrociando la copertura di rete esistente, la presenza WLL pregressa e i piani di espansione. La scelta tra lotto nazionale e lotti regionali cambia il profilo di rischio economico.
- Verificare la compatibilità tecnica con i servizi incumbent nella propria area. Il disciplinare fissa un modello di condivisione della banda nell’allegato 3 e un piano di protezione degli incumbent nell’allegato 4, che può includere zone di esclusione geografica.
- Predisporre fin da ora il piano di reporting annuale verso Ministero e AGCOM. L’inadempimento agli obblighi di installazione e attivazione comporta la decadenza dall’aggiudicazione, ma non libera l’azienda dal pagamento dell’ultimo importo offerto.
I nodi ancora aperti
Due punti restano da monitorare fino all’aggiudicazione. Il primo è il livello finale dei prezzi: basi d’asta più contenute rispetto al 2018 non garantiscono importi finali bassi, se la domanda sui lotti nazionali è alta. Il secondo è la gestione tecnica della condivisione di banda con gli incumbent, che dipenderà dalle zone di esclusione applicate provincia per provincia.
Su una gara 26 GHz con termini così compressi, le aziende dovrebbero seguire da vicino le FAQ e i chiarimenti che il Ministero pubblicherà nelle prossime settimane. Un chiarimento tardivo su un punto tecnico può arrivare quando la domanda è già stata presentata.
Per il quadro completo si rimanda all’articolo su Agenda Digitale. Sul tema si veda anche l’approfondimento dello Studio sull’avviso di gara dei 26 GHz.

