Carlo Sarzana di S.Ippolito: il Magistrato “condannato a morte” dalle Brigate Rosse, che raccolse le ultime confidenze del generale dei Carabinieri Enzo Galvaligi racconta la strage di Capaci.

 

Il 23 maggio alle ore 16, in occasione dei venticinque anni della Strage di Capaci, alla Sala della Regina della Camera dei Deputati, verrà presentato il libro del Presidente Onorario aggiunto della Corte di Cassazione, Carlo Sarzana di S.Ippolito, “Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Le cose non dette e quelle non fatte”, Castelvecchi,  che  racconta i fatti storici da un osservatorio privilegiato.

Carlo Sarzana ha speso una vita in Magistratura, ricoprendo diversi incarichi direttivi.

Sarzana ha avuto un ruolo cruciale nella lotta alle Brigate Rosse tra la fine degli anni ‘70 ed i primi anni ‘80, ed ha svolto delicate indagini anche nel campo della Criminalità organizzata di stampo mafioso, come ricordato nell’ultimo libro del giornalista de l’Espresso, Lirio Abbate, “Ricatto alla Repubblica”.

Sarzana viene chiamato nel 1980 come capo della segreteria e dell’organizzazione degli istituti di prevenzione e pena ( il dipartimento delle carceri del Ministero, odierno DAP).

Sarzana sostituisce il Giudice Girolamo Minervini, ucciso il 18 aprile 1980 dalle Brigate Rosse.

Ad indicarlo in quel ruolo è il Giudice   Giuseppe di Gennaro,  futuro primo procuratore antimafia, a sua volta rapito e tenuto in ostaggio dai Nuclei Armati Proletari e dalle Brigate Rosse dal 6 maggio all’11 maggio 1975.

Sarzana si dedica all’organizzazione delle Carceri italiane nel periodo degli anni di piombo.

Sarzana viene “ condannato a morte” dalle Brigate rosse nel dicembre 1980, quando i terroristi guidati a distanza dai capi storici Franceschini e Curcio, ordinano il  rapimento del suo diretto sottoposto, il Giudice Giovanni D’Urso, che rimarrà ostaggio delle Brigate Rosse, dal 12 dicembre 1980 al 15 gennaio 1981.

D’Urso, nel corso degli interrogatori condotti dalle BR, indica in Sarzana il vero capo dell’organizzazione e della logistica del  Ministero della Giustizia.

Il nome di Sarzana, con l’indicazione delle abitudini, degli spostamenti e dei luoghi frequentati, viene indicato anche negli elenchi di obiettivi da eliminare da parte delle Brigate Rosse che perviene alla testata L’Espresso, e che viene bloccata prima di uscire in edicola.

Sarzana si trova a gestire nel corso del dicembre 1980, assieme a Di Gennaro ed al generale dei carabinieri Enzo Galvaligi, voluto dal generale Dalla Chiesa alla sicurezza delle carceri  italiane, le rivolte nelle super carceri di Trani e Palmi.

Il 29 dicembre 1980 Sarzana e di Gennaro, nonostante il diverso avviso del Governo socialista, che aveva espresso incertezze durante un drammatico vertice a Palazzo Chigi,  danno il via nella notte al blitz dei nei-costituti GIS dei Carabinieri per assaltare il carcere di Trani ove le Brigate rosse avevano organizzato una sommossa.

Il blitz termina con un successo ma Sarzana e Galvaligi vengono  indicati dai vertici delle Brigate rosse come i responsabili della repressione della sommossa e di fatto condannati a morte.

Il generale Galvaligi viene  ucciso dalle Brigate rosse poche ore dopo ( il 31 dicembre)  la fine del blitz.

Sarzana riferisce che nell’ultimo colloquio il generale Galvaligi avvenuto lo stesso 31 dicembre, informato della possibile  sorte a cui andava incontro in virtù della condanna operata dai da parte dei vertici dell’organizzazione e sulla necessità di proteggersi, gli avrebbe riferito la frase “ I Carabinieri proteggono lo Stato e non loro stessi”.

Da quel momento Sarzana viene messo sotto protezione dei Servizi che avevano ricevuto l’indicazione della prossima uccisione del Magistrato.

Le brigate Rosse fanno ritrovare a Roma  un volantino  con l’indicazione della fotografia e la scritta “ il Giudice Sarzana, pregiudicato in libertà provvisoria”.

Successivamente Sarzana si è trovato come Giudice ad affrontare diversi processi di criminalità organizzata nonché i processi TAV e Cirio

Sarzana era al Ministero della Giustizia quando Giovanni Falcone  fu nominato nel marzo del 1991  direttore generale degli affari penali.

 

Martedì 23 maggio 2017, dalle ore 16,00
Camera dei Deputati, Sala della Regina
Palazzo Montecitorio – Ingresso Principale

Per maggiori informazioni sulla giornata e sulle prenotazioni che si chiuderanno il 19 maggio 2017 alle ore 12,  https://www.lidis.it/invito-25-anniversario-della-strage-capaci-23-maggio-2017-ore-16-sala-della-regina-camera-dei-deputati