Reati informatici: cancellare i dati di di navigazione internet non prova il reato

La cancellazione dei log di navigazione nel corso di una perquisizione finalizzata al sequestro dei personal computer,  non equivale a provare l’esistenza del reato informatico, nella fattispecie il reato di gioco d’azzardo.

E’ quanto ha disposto la terza sezione penale  della Corte di Cassazione a fine agosto del 2018.

La Corte ha accolto il ricorso dell’imputato annullandone la condanna con rinvio ad altra sezione della Corte d’appello territoriale.

Secondo il Supremo Collegio: “Nel caso in esame la Corte d’appello è pervenuta alla affermazione di responsabilità dell’imputato in relazione a detto reato in modo illogico, in quanto ha ritenuto provato lo svolgimento del gioco d’azzardo, mediante gli apparecchi elettronici presenti nel circolo ricreativo di cui l’imputato è gestore, sulla base della astratta potenzialità di tali apparecchi a consentire l’esercizio del gioco, in assenza di elementi univoci indicativi dell’effettivo svolgimento del gioco.

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