Cassazione: le CHAT valide come strumento di prova, anche se ottenute con il “copia e incolla”

Attenzione a parlare in chat, perchè tutto ciò che viene detto, anche se conservato all’estero, può essere usato come prova contro voi.

E’ quanto ha stabilito la  Corte Suprema di Cassazione, in una sentenza dei primi di luglio di quest’anno, che,  in tema di prova delle conversazioni avvenute in chat, ha posto un principio destinato a far discutere.

Secondo il Supremo Collegio i contenuti delle chat scambiate tra telefonini  non devono essere acquisite con lo strumento   processuale di cui all’art. 254 bis cod. proc. pen., ovvero  tramite il sequestro di dati informatici presso fornitori di servizi informatici, telematici e di telecomunicazioni, potendo invece quei dati essere liberamente acquisibili, anche quando gli stessi siano residenti su server esteri, e ciò senza il bisogno nemmeno del ricorso allo strumento della rogatoria internazionale.

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